IL TUO GIRO GIUSTO

Guadagnare online seriamente, come si fa? Quanto si guadagna?

Guadagnare online seriamente è possibile, ci sono moltissime persone che guadagnano dal web ma è molto molto molto molto difficile.

Inizio col dirvi che bisogna chiaramente avere le giuste competenze e la giusta predisposizione mentale per comprendere il web e per navigare con una discreta confidenza. Senza questo prerequisito fondamentale non andremo da nessuna parte.

Come si fa a guadagnare online?

In questo articolo voglio elencarvi due metodi per guadagnare online seriamente.

1 – Guadagnare online con la pubblicità

Il metodo più vecchio del mondo,

  • crea un sito web interessante e pieno di contenuti
  • genera traffico sul tuo sito web
  • inserisci dei banner pubblicitari per iniziare a guadagnare

Facile? Non proprio. Dovrete imparare la SEO, saper scrivere degli articoli interessanti e allo stesso tempo in grado di posizionarsi ai primi posti su Google, in questo modo il vostro traffico sarà elevato.

Quanto traffico devi avere per guadagnare delle cifre interessanti?

Dipende dal settore in cui operi. Differenti target hanno un valore diverso. Ad esempio se il tuo sito parla nello specifico di telefonini Android (quindi un target molto ben definito) la pubblicità ti farà guadagnare molto con numeri relativamente moderati. Se il tuo sito parla invece di elettronica in generale (quindi un target poco definito) ti serviranno molte visite per avere dei guadagni interessanti ma sarà più facile attrarre più visitatori.

Per approfondire questo argomento ti consiglio di farti un giro qui per apprendere le tecniche avanzate di Ad Sense (il programma di google per inserire i banner pubblicitari sul tuo sito).

 

guadagnare online seriamente

2 – Guadagnare online con le affiliazioni

Le affiliazioni sono uno dei metodi più interessanti e moderni per guadagnare online seriamente.

Cos’è un affiliazione? Amazon e molti altri portali vi consentono di affiliarvi a loro. Avrete a disposizione dei link personalizzati da inserire all’interno del vostro sito web o su facebook, dove se un utente acquisterà ad esempio il prodotto che avete linkato voi guadagnerete una percentuale sull’acquisto. Chiaro?

Esempio:

  • ho un sito di elettronica
  • realizzo un articolo dove parlo dei migliori telefoni del 2018
  • al termine della descrizione di ogni telefono inserisco un link per acquistarlo su amazon
  • chiunque acquisterà da quel link mi farà guadagnare soldi

Quali sono i prodotti più vendibili per affiliazione?

Le 5 categorie di prodotti più vendute e sulle quali puntano i più importanti marketers sono: computer ed elettronica, abbigliamento, servizi online, accessori e prodotti di bellezza.

Quanto si guadagna con le affiliazioni?

Du un recente studio effettuato su un campione di marketers che praticano questo metodo di guadagno online è emerso che circa il 10% guadagna più di 100.000 dollari, il 3% di loro supera i 150.000. Ovviamente non tutti diventano milionari, il 50% guadagnano meno di 20.000 dollari all’anno.

Qui puoi leggere il programma affiliazioni di Amazon per approfondire e scoprire modalità e percentuali di guadagno.

In conclusione

Abbiamo visto due metodi di guadagno online più diffusi. Ricordatevi sempre che non è semplice generare un grosso traffico, ma con tecnica, costanza e creatività tutto è possibile 🙂

 

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guadagnare online seriamente

L’articolo 11 e 13, cambiamenti alla SEO? Wikipedia chiude per protesta.

Sta succedendo, wikipedia chiude per protesta, l’articolo 11 e 13 della nuova direttiva del parlamento europeo stravolgeranno il web per come lo conosciamo, ci saranno cambiamenti alla SEO?

Andiamo come prima cosa a leggere di cosa trattano questi articoli:

 

Articolo 11

Protezione delle pubblicazioni di carattere giornalistico in caso di utilizzo digitale

1.Gli Stati membri riconoscono agli editori di giornali i diritti di cui all’articolo 2 e all’articolo 3, paragrafo 2, della direttiva 2001/29/CE per l’utilizzo digitale delle loro pubblicazioni di carattere giornalistico.

2.I diritti di cui al paragrafo 1 non modificano e non pregiudicano in alcun modo quelli previsti dal diritto dell’Unione per gli autori e gli altri titolari di diritti relativamente ad opere e altro materiale inclusi in una pubblicazione di carattere giornalistico. Essi non possono essere invocati contro tali autori e altri titolari di diritti e, in particolare, non possono privarli del diritto di sfruttare le loro opere e altro materiale in modo indipendente dalla pubblicazione di carattere giornalistico in cui sono inclusi.

3.Gli articoli da 5 a 8 della direttiva 2001/29/CE e la direttiva 2012/28/UE si applicano, mutatis mutandis, ai diritti di cui al paragrafo 1.

4.I diritti di cui al paragrafo 1 scadono 20 anni dopo l’uscita della pubblicazione di carattere giornalistico. Tale termine è calcolato a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo alla data di pubblicazione.

 

In pratica, ogni articolo informativo, scientifico, opinionistico presente sul web potrà essere condiviso solo tramite il pagamento di una licenza al sito web che ne detiene i diritti originali.

Volete condividere il nuovo articolo del vostro blog preferito su Facebook?

Come sapete nell’anteprima del post si genera in “automatico” uno snippet di testo che fa da anteprima dell’articolo. Questo snippet, in quanto parte di questo nuovo diritto d’autore, genererà in automatico il meccanismo di “paga la licenza o rimuovi subito il post”.

La stessa cosa dovrebbe valere anche per i motori di ricerca come Google. La SEO cambierà? 

Sicuramente si.

Per capirci meglio, con questa nuova legge, visto che stiamo parlando dell’argomento, non potrei riportare qui sotto il comunicato stampa di Wikipedia che annuncia la chiusura per protesta:

 

Cara lettrice, caro lettore,

Il 5 luglio 2018 il Parlamento europeo in seduta plenaria deciderà se accelerare l’approvazione della direttiva sul copyright. Tale direttiva, se promulgata, limiterà significativamente la libertà di Internet.

Anziché aggiornare le leggi sul diritto d’autore in Europa per promuovere la partecipazione di tutti alla società dell’informazione, essa minaccia la libertà online e crea ostacoli all’accesso alla Rete imponendo nuove barriere, filtri e restrizioni. Se la proposta fosse approvata, potrebbe essere impossibile condividere un articolo di giornale sui social network o trovarlo su un motore di ricerca. Wikipedia stessa rischierebbe di chiudere.

[…]

Per questi motivi, la comunità italiana di Wikipedia ha deciso di oscurare tutte le pagine dell’enciclopedia. Vogliamo poter continuare a offrire un’enciclopedia libera, aperta, collaborativa e con contenuti verificabili. Chiediamo perciò a tutti i deputati del Parlamento europeo di respingere l’attuale testo della direttiva e di riaprire la discussione vagliando le tante proposte delle associazioni Wikimedia, a partire dall’abolizione degli artt. 11 e 13, nonché l’estensione della libertà di panorama a tutta l’UE e la protezione del pubblico dominio.

https://meta.wikimedia.org/wiki/SaveYourInternet

La comunità italiana di Wikipedia

 

 

L'articolo 11 e 13, cambiamenti alla SEO? Wikipedia chiude per protesta

 

Articolo 13

Utilizzo di contenuti protetti da parte di prestatori di servizi della società dell’informazione che memorizzano e danno accesso a grandi quantità di opere e altro materiale caricati dagli utenti

1.I prestatori di servizi della società dell’informazione che memorizzano e danno pubblico accesso a grandi quantità di opere o altro materiale caricati dagli utenti adottano, in collaborazione con i titolari dei diritti, misure miranti a garantire il funzionamento degli accordi con essi conclusi per l’uso delle loro opere o altro materiale ovvero volte ad impedire che talune opere o altro materiale identificati dai titolari dei diritti mediante la collaborazione con gli stessi prestatori siano messi a disposizione sui loro servizi. Tali misure, quali l’uso di tecnologie efficaci per il riconoscimento dei contenuti, sono adeguate e proporzionate. I prestatori di servizi forniscono ai titolari dei diritti informazioni adeguate sul funzionamento e l’attivazione delle misure e, se del caso, riferiscono adeguatamente sul riconoscimento e l’utilizzo delle opere e altro materiale.

2.Gli Stati membri provvedono a che i prestatori di servizi di cui al paragrafo 1 istituiscano meccanismi di reclamo e ricorso da mettere a disposizione degli utenti in caso di controversie in merito all’applicazione delle misure di cui al paragrafo 1.

3.Gli Stati membri facilitano, se del caso, la collaborazione tra i prestatori di servizi della società dell’informazione e i titolari dei diritti tramite dialoghi fra i portatori di interessi, al fine di definire le migliori prassi, ad esempio l’uso di tecnologie adeguate e proporzionate per il riconoscimento dei contenuti, tenendo conto tra l’altro della natura dei servizi, della disponibilità delle tecnologie e della loro efficacia alla luce degli sviluppi tecnologici.

 

 

Lasciamo in coda a questo articolo due video che spiegano in modo chiaro (e anche abbastanza divertente) la possibile situazione che ci troveremo a subire:

 

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Nuove professioni digitali, sono molteplici, alcune molto vaste, altre più specifiche e tecniche, quindi cosa studiare?

Questo decennio è un gran casino, tra la diffidenza di chi ancora non ci ha capito nulla e il numero sempre maggiore di nuove professioni digitali, nessuno sa realmente cosa fare, quali sono le professioni del futuro?

Quali sono le nuove professioni più interessanti? Quali di queste ci garantirà un posto di lavoro?

Il grande vantaggio, o svantaggio, di queste nuove professioni è che, se lavorate nel marketing, superato un primo momento nel quale imparerete tutti i tecnicismi, sarà tutto in mano alla vostra creatività.

Sarete davvero VOI a fare la differenza, scegliere come realizzare l’immagine da pubblicare domani su Instagram per il brand che seguite, scegliere cosa scrivere nel post. Ogni dettaglio farà la sua piccola differenza nel risultato finale del vostro lavoro.

In un mondo che sta automatizzando ogni processo replicabile da una macchina solo la creatività o un’ approfondita specializzazione ti porterà verso un futuro roseo.

Vediamo ora quali sono i lavori di questo nuovo decennio.

nuove professioni digitali

1 – Social Media Manager

Ormai lo sappiamo tutti, attraverso i social media le aziende fanno marketing, aumentano la visibilità del brand e comunicano messaggi che arrivano direttamente alle persone durante il loro tempo libero. Il Social Media Manager è quindi una figura FONDAMENTALE per ogni piccola – media – grande impresa. Per fare il Social Media Manager dovrete studiare come funzionano tutte le piattaforme social, studiare come scrivere sul web e imparare ogni piccolo dettaglio tecnico che influenzerà il vostro lavoro.

2 – SEO e SEM specialist

Il compito di un SEO e SEM specialist è quello di indicizzare e posizionare un sito web e le sue pagine sui motori di ricerca. Come si fa? L’algoritmo di Google è segreto ma non sarà difficile trovare corsi creati apposta da professionisti che hanno studiato l’algoritmo a lungo. Internet è il presente, nemmeno più il futuro, esserci ed essere ben posizionati nei motori di ricerca può risultare la chiave di successo di un business online e offline. Oltre a gestire la parte di SEO (indicizzazione e posizionamento) dovrete essere in grado di pianificare, creare e gestire delle campagne di advertising online su Google (Google Ad Words) e sugli altri social (vedi Facebook Advertising ecc).

3 – Web Design / Mobile Design

Ci sono molti tool per creare siti web in modo semplice ed intuitivo, ne parlavamo anche in questo articolo. E allora perché è fondamentale un web designer? Oggi il traffico è veicolato prevalentemente su mobile, avere nel proprio organico una persona in grado di ottimizzare il nostro sito web per mobile, analizzare il comportamento degli utenti sul sito, monitorare il traffico su una pagina web e quindi ri-ottimizzare il sito di conseguenza è essenziale! Studiare quindi strumenti come Google Analytics, WordPress, Joomla e tutti gli altri principali CMS è un ottima idea per proiettarsi nel mercato del lavoro dei prossimi 10 anni.

 

In conclusione abbiamo visto 3 nuove professioni digitali e capito perché risultino così richieste nel mercato del lavoro. Tenete sempre in considerazione che, come le aziende avranno sempre più bisogno di voi, anche addetti ai lavori, web agency, press office, organizzatori di eventi, vorranno implementare il proprio organico con queste figure.

 

sito web wordpress professionale

Sito web WordPress professionale: come realizzarlo

Avete bisogno di un sito web e non sapete a chi rivolgervi? Oggi vediamo come realizzare un sito web WordPress professionale.

WordPress è uno dei più diffusi cms per realizzare siti web in modo semplice potendo raggiungere risultati accattivanti anche senza competenze di programmazione.

Come procedere quindi?

La prima cosa da fare è acquistare un servizio di hosting (linux) assieme al vostro dominio.

Se non avete nessun tipo di competenza in merito vi consiglio un piano di hosting con già WordPress installato, ad esempio questo (qualora avessi già acquistato un piano hosting linux senza WordPress pre-installato potrai scaricarlo qui e caricarlo in un secondo momento attraverso il file manager del tuo sito).

Una volta acquistato ed attivato il vostro piano di hosting contenente WordPress non vi resta che scegliere un tema per il vostro sito.

Un tema (template) è un aspetto grafico già costruito che potrete poi andare a manipolare in base alle vostre esigenze, ne troverete moltissimi qui  (assicuratevi però che il template che sceglierai sia compatibile con WordPress spuntando il filtro “WordPress” sulla sinistra).

NB: quando acquistate un template, acquisterete anche tutti i plugin e le foto presenti nella demo, è importante però sapere che il vostro sito potrebbe non essere efficace come la demo senza del materiale grafico e fotografico professionale.

sito web wordpress professionale

Avere un sito professionale è così semplice?

La risposta è NI.

Se è vero che grazie a WordPress ed ai moltissimi template esistenti non dovrete mai programmare codici, è anche vero che per avere un sito realmente professionale, sarà fondamentale la figura del web designer ad assistervi nel modificare e personalizzare le funzioni del template in modo sensato andando quindi a creare un sito web bello e funzionale.

Il vantaggio di procedere nella realizzazione di un sito web WordPress  professionale è quindi il considerevole risparmio di tempo dovuto all’assenza di codici. Tenete però sempre un budget disponibile per una consulenza da parte di un professionista per assistervi nella creazione della vostra identità online.

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sito web wordpress professionale

 

Vuoi creare un sito web professionale?

Sono tanti i blog che propongono una lista di suggerimenti su come creare un sito web… la verità è che tutto dipende da quali sono i tuoi obiettivi.

Non staremo quindi a fare una grande lista della spesa di cose da sapere per creare un sito web professionale. Semplicemente, con questo articolo, voglio trasmetterti che tipo di impostazione mentale adottare prima di entrare a gamba tesa sul web.

Diffidate da chi vi dice “creare un sito web professionale: 20 consigli su come fare!!!!!”

Per creare (o commissionare) un sito web efficace devi come prima cosa capire cosa vuol dire per te “efficace”.

Vuoi vendere? Vuoi rinforzare la tua immagine? Vuoi costruire una community? Vuoi fare informazione e guadagnare di pubblicità?

 

sito web professionale

Devi definire il tuo business online ma ATTENZIONE! non è detto che il tuo business online sia uguale a quello offline!

Ti faccio un esempio: Marco ha una piccola impresa con la quale fornisce servizi di trucco a personaggi influenti dello spettacolo. Attualmente Marco non ha un sito e ottiene la totalità dei clienti attraverso il passaparola. Marco non avrà bisogno di un sito eccessivamente “commerciale”, sul sito di Marco non troverete slogan come “hai bisogno di un truccatore professionista??? Contattami ora”. Sul sito di marco verrà mostrata la professionalità dei suoi lavori, verranno mostrati i suoi clienti di prestigio e cosa i suoi clienti dicono di lui. In questo modo Marco avrà un sito che attrarrà il cliente in modo “passivo”, portandolo al contatto e quindi alla conversione da semplice “visitatore” a “potenziale cliente”, attraverso degli input che trasmetteranno solidità e professionalità.

Spero che l’esempio sia stato chiaro, quello che volevo farti capire è che ci sono molte cose da considerare. Bisogna scegliere un obiettivo, un linguaggio e quindi il percorso logico da seguire nello sviluppo delle pagine del tuo sito.

Un sito web efficace fa sempre parte di una strategia di marketing pianificata nei minimi dettagli.

Ovviamente dovranno essere rispettate anche tutte le buone regole di ottimizzazione SEO di cui abbiamo già scritto qualcosa qui.

Ultimo passaggio è quello di affidarsi ad un web designer competente, ma questo sicuramente è il passaggio più ovvio.

 

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sito web professionale

 

SEO Ecommerce Mobile

SEO Ecommerce Mobile, i siti web dei prossimi mesi dovranno essere pensati per Mobile?

SEO Ecommerce Mobile: arrivano notizie dal Search Marketing Connect, una serie di incontri di esperti SEO che analizzano la situazione attuale ed il futuro dei nostri tentativi di comparire in prima pagina sui motori di ricerca.

Cosa dovremo fare nel 2018 per stare al passo con l’algoritmo di Google?

 

1 – Ottimizzare il sito per mobile.

Sembra infatti che dal 2018 la velocità di caricamento e di risposta del sito su mobile diventerà un fattore MOLTO rilevante per ottenere un buon punteggio SEO.

2 – Il comportamento degli utenti sul mio sito

Sempre più importanza avranno i comportamenti della mia utenza online. Quanto restano sul sito, dopo quanto abbandonano, quante pagine guardano, quanti escono all’istante perché entrati per errore ecc ecc

3 – La sicurezza del sito web

Come tutelo i dati dei miei clienti all’interno del mio sito? Quale protocollo utilizza? Ebbene la sicurezza del sito web sarà FONDAMENTALE (ovviamente parliamo prevalentemente di siti web con database di dati) per avere un buon punteggio.

 

SEO Ecommerce Mobile

SEO Ecommerce Mobile

Abbiamo già parlato in precedenza dei recenti incrementi dei business di vendita online nel nostro paese. Il 2018 sarà l’anno della riconferma, l’Italia sarà al passo coi tempi? Lo scopriremo tra qualche mese, intanto sicuramente, se hai in mente di avviare un attività online dovresti sicuramente tenere conto del rakning SEO mentre progetti il tuo sito web.

Io stesso ho notato dai dati di affluenza al mio sito che, a differenza di sei mesi fa, i visitatori da mobile sono passati dal 30% al 60%. Il digitale evolve in fretta ed è essenziale stare al passo coi tempi.

Non è più sufficiente pensare ad un sito bellissimo per poi ottimizzarlo e renderlo responsive. 

Ora dovrai pianificare fin da subito il tuo sito su mobile.

Da quest’anno, dovrai agire al contrario. Prima pensare al mobile e poi alla versione desktop.

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SEO Ecommerce Mobile

Cambia il Facebook Feed… ancora una volta.

Cambia il Facebook Feed ma se siete attenti ai nuovi sviluppi digitali o se semplicemente con Facebook ci lavorate, avrete sicuramente notato negli anni notevoli cambiamenti al feed delle notizie nella bacheca.

Facebook da sempre punta a penalizzare le pagine pubbliche per favorire invece quelle private delle singole persone.

Quest’ultimo cambiamento darà la priorità a post, video e foto di amici e parenti andando a penalizzare notevolmente i contenuti pubblicati da media, brand, aziende, negozi ecc… I cambiamenti puntano a massimizzare i contenuti condivisi fra le persone che hanno ”interazioni significative” e a limitare i contenuti passivi, ovvero quelli che richiedono solo di guardare un video e leggere senza interagire.

«Vogliamo assicurarci che i nostri prodotti non siano solo divertenti, ma che siano buoni per la gente» dice Mark Zuckerberg. «Mi aspetto che il tempo trascorso dagli utenti su Facebook e il loro grado di coinvolgimento diminuiranno – ha proseguito Zuckerberg – ma prevedo anche che il tempo che la gente passerà su Fb avrà un maggior valore. E se facciamo la cosa giusta credo che questo sarà un bene per la nostra comunità e il nostro business nel lungo termine».

«Quando la gente interagisce con persone che le sono vicine, tutto acquista più significato e si è più soddisfatti. È positivo per il benessere», mette in evidenza David Ginsberg, direttore della ricerca a Facebook.

cambia il facebook feed

Personalmente trovo tutto questo una grande pagliacciata atta solo a costringere i brand a maggiori investimenti per garantire la copertura dei loro post.

Da un lato comprendo questa esigenza, nel 2018, dove una delle più grandi piaghe di internet sono le “fake news”, in questo modo verrà ridotta la quantità di gente che si troverà di fronte l’ennesimo articolo trash. Anche se poi comunque il problema non sono le fake news ma chi ci crede.

Quindi, care aziende, preparate la mano sul portafogli o valutate l’idea di trovare altri luoghi per postare i vostri contenuti.

cambia il facebook feed

Se sei arrivato fin qui sono fortunato ad averti come lettore.

L’articolo che ho scritto è abbastanza allarmista e populista, sebbene ci siano i presupposti per predire un crollo di Facebook come media pubblicitario, in realtà non è tutto così scontato. Infatti chi su Facebook ci lavora bene non avrà tutto questo dramma davanti a se.

Secondo voi Ceres avrà grossi problemi? Secondo me no. 

Questo aggiornamento penalizzerà enormemente chi su Facebook ci lavora male o in modo approssimativo.

Ora abbiamo finito sul serio. Ci aggiorniamo più avanti su questo argomento.

 

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cambia il facebook feed

Come fare una newsletter

Come fare una Newsletter?

Forse sei un aspirante markettaro digitale, oppure un piccolo imprenditore che svolge autonomamente le attività di email marketing ma se sei qui vuol dire che vuoi scoprire come fare una newsletter.

Sono sincero, ho sempre avuto dubbi in quanto giovane cresciuto con un pizzico di malfidenza, non verso il mezzo digitale quanto verso le persone che lo popolano.

Quindi se a me arriva una mail promozionale e non conosco o conosco poco il mittente probabilmente non aprirò mai quella mail.

Come fare una newsletter

Tuttavia ho usato spesso questo strumento per la mia attività personale e per altri clienti. Sono sempre rimasto stupito dalla sua efficacia nel breve periodo!

Ho provato svariati tipi di Newsletter con stili comunicativi e di design sempre differenti per capire quale potesse essere il migliore in una comunicazione “a freddo” (non stiamo nemmeno a parlare del fatto che sia sempre meglio “informare” il cliente, mandare 2 o 3 mail di approfondimento e solo alla quarta tirar fuori la proposta commerciale).

Di seguito i 3 dubbi che avevo su come fare una newsletter efficace e come ha risposto la mia mailing list:

1 – Ma che davvero funziona? Queste persone apriranno la mail?

Ho provato quindi a inviare alcune newsletters informative che rimandavano a vari articoli del mio sito. Come potete immaginare in questo caso la conversione varia in base all’interesse per l’argomento. Quando l’articolo riguarda un trend topic (per il target della tua mailing list), questo viene aperto e letto!

Best score:

4000 mail inviate

1500 aperture

 

2 – Si ok… la mail la aprono, ma poi queste persone mi contatteranno per un preventivo?

A questo punto, sempre utilizzando la potenza della curiosità ho creato altre newsletters  rimandanti questa volta ad una landing page con il solito form di richiesta preventivo. Risultato? Laddove la mail è stata impostata in modo più “pubblicitario/commerciale” non ho ottenuto risultati, nessuno è andato a vedere la mia landing. Dove invece ho parlato di “trend topic” nella mail (inserendo ovviamente la call a visitare la mia landing) ho ottenuto un discreto numero di accessi al sito e di richieste preventivo.

Best score:

4000 mail inviate

1500 aperture

100 click al sito

3 richieste di preventivo

 

3 – Bene. Ora voglio capire quanta attenzione metteranno i clienti nella lettura dei miei contenuti!

Arrivato a questo punto ero curiosissimo. Le newsletter generavano del guadagno e volevo scoprire tutto. Ho iniziato a chiedermi se una comunicazione più aggressiva sarebbe potuta funzionare. Volevo capire fino a che punto venisse letta e considerata una mia newsletter.

Ho quindi impostato una comunicazione MOLTO aggressiva paragonando un professionista con un sito web vecchio ad un commerciale che va da un cliente con una giacca tutta strappata… ma non ero ancora soddisfatto.

Lo so, forse sono un cretino ma ho sentito il bisogno di inserire anche 2 errori ortografici, uno nel TITOLO ed uno nel paragrafo. Così. Per non farci mancare nulla.

Best score:

4000 mail inviate

1500 aperture

600 click al sito

5 insulti per l’errore ortografico nel titolo 😉

 

IN CONCLUSIONE

Non vi ho davvero spiegato come si fa una Newsletter passo dopo passo. La creatività è la cosa più importante. Spero però di avervi dato qualche spunto utile.

Utilizzate l’informazione per attrarre, un buon sito o landing per convertire e una comunicazione brillante (non banale, non troppo formale, non pubblicitaria) per generare ancora più interesse.

 

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Come fare una newsletter

 

Fare Marketing online nel 2018 sarà molto divertente.

L’ambito digital è in costante evoluzione. I cambiamenti sono rapidissimi e trovare prima degli altri una nuova via può essere la chiave del successo. Fare marketing online nel 2018 sarà divertente ma anche molto complesso!

Quindi come facciamo quest’anno?

Come abbiamo sempre fatto.

Teniamo gli occhi aperti sulle nuove possibilità che internet ci offre.

 

I BOT

I bot sono sempre più conosciuti ed efficienti.
Possiamo automatizzare quasi tutti i processi di assistenza e primo contatto programmando dei bot. Questi oltre ad avere uno scopo pratico daranno al nostro brand un’immagine al passo coi tempi proiettata verso il futuro.
Ovviamente il bot è figo ma non dimentichiamoci che il rapporto umano rimane fondamentale in ogni tipo di vendita.
Puntiamo sui bot!

FUNNEL MARKETING

 

Il Funnel Marketing ha dominato nel 2017 e rappresenta il futuro
L’anno scorso ho potuto sperimentare molto e provare molte tipologie di vendita. Quella del funnel risulta senza dubbio la migliore strada che mi sia capitata di intraprendere. Io sono un novellino, pertanto vi consiglio di approfondire l’argomento con i colleghi di Ninja Marketing cliccando qui.
Puntiamo sul funnel!

ECOMMERCE

L’ecommerce è in fortissima crescita
Che i tempi siano finalmente maturi?
Nel 2017 l’ecommerce è cresciuto molto in Italia come nel resto del mondo. Certo, nel nostro paese la diffidenza rimane, è genetica, però abbiamo visto una notevole apertura agli acquisti online! Qui i dati istat.
Se quindi la “sfiducia” e la “diffidenza” iniziano a non essere più un grosso problema, sappiamo tutti che tra doversi fare code, trovare parcheggio e vivere il caos di un centro commerciale, qualcuno potrebbe preferire di gran lunga acquistare un paio di jeans online! 😉
Apriamoci all’ecommerce!

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marketing online 2018

 

 

Come faccio a scegliere una buona agenzia marketing? Questa frase, lo dico per esperienza, attanaglia la maggior parte degli imprenditori coi quali ho avuto a che fare.

Sul web è pieno di guru del marketing e di giovani volonterosi che però non avendo molta esperienza rischiano di risultare fin troppo spavaldi e quindi sospetti. Come faccio allora a trovare una buona agenzia marketing e vivere sereno?

Con questi presupposti scegliere a chi affidare la propria impresa (quella che ci permette di mangiare e mantenere le nostre famiglie) è un vero incubo.

Ci sono le grandi agenzie, quelle con grossi clienti e slogan pomposi, sicuramente ispirano sicurezza. Poi però arriva il preventivo e forse vale la pena aspettare ancora un anno prima di sbarcare nel digitale.

Insicurezza.

Questo rimane nella mente confusa di un piccolo / medio imprenditore dopo ore di ricerche online. Insicurezza.

Perché nel nostro campo, il marketing online, non vale più dire “ah, questo ha il pezzo di carta quindi è bravo”.

Perché nel marketing contano prima di tutto le idee.

LE IDEE.

E se la grande agenzia ha piena familiarità con i mezzi ed una conoscenza tecnica mostruosa potrebbe non avere un’idea migliore rispetto ad un ragazzino che, nonostante la poca esperienza, potrebbe avere un’intuizione geniale e svoltare il tuo business.

Tre piccoli consigli per scegliere una buona agenzia marketing:

1- Controlla il portfolio del professionista al quale ti stai rivolgendo, guarda se i suoi lavori ti piacciono e chiedi informazioni dettagliate. Semplicemente ascoltando la risposta e il modo in cui questa verrà esposta potrai farti una prima idea sulla serietà di chi hai di fronte.

2- Chiedi sempre all’agenzia alla quale ti stai rivolgendo una bozza di idea su come promuovere la tua attività.

3- Ritagliati un paio d’ore ogni weekend per studiare i rudimenti del marketing digitale (esistono una miriade di approfondimenti e corsi), in questo modo avrai più consapevolezza ed eviterai di farti abbagliare da chi semplicemente si nasconde dietro paroloni conscio della tua ignoranza in materia.

 

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buona agenzia marketing? come scegliere