IL TUO GIRO GIUSTO

Guadagnare online seriamente, come si fa? Quanto si guadagna?

Guadagnare online seriamente è possibile, ci sono moltissime persone che guadagnano dal web ma è molto molto molto molto difficile.

Inizio col dirvi che bisogna chiaramente avere le giuste competenze e la giusta predisposizione mentale per comprendere il web e per navigare con una discreta confidenza. Senza questo prerequisito fondamentale non andremo da nessuna parte.

Come si fa a guadagnare online?

In questo articolo voglio elencarvi due metodi per guadagnare online seriamente.

1 – Guadagnare online con la pubblicità

Il metodo più vecchio del mondo,

  • crea un sito web interessante e pieno di contenuti
  • genera traffico sul tuo sito web
  • inserisci dei banner pubblicitari per iniziare a guadagnare

Facile? Non proprio. Dovrete imparare la SEO, saper scrivere degli articoli interessanti e allo stesso tempo in grado di posizionarsi ai primi posti su Google, in questo modo il vostro traffico sarà elevato.

Quanto traffico devi avere per guadagnare delle cifre interessanti?

Dipende dal settore in cui operi. Differenti target hanno un valore diverso. Ad esempio se il tuo sito parla nello specifico di telefonini Android (quindi un target molto ben definito) la pubblicità ti farà guadagnare molto con numeri relativamente moderati. Se il tuo sito parla invece di elettronica in generale (quindi un target poco definito) ti serviranno molte visite per avere dei guadagni interessanti ma sarà più facile attrarre più visitatori.

Per approfondire questo argomento ti consiglio di farti un giro qui per apprendere le tecniche avanzate di Ad Sense (il programma di google per inserire i banner pubblicitari sul tuo sito).

 

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2 – Guadagnare online con le affiliazioni

Le affiliazioni sono uno dei metodi più interessanti e moderni per guadagnare online seriamente.

Cos’è un affiliazione? Amazon e molti altri portali vi consentono di affiliarvi a loro. Avrete a disposizione dei link personalizzati da inserire all’interno del vostro sito web o su facebook, dove se un utente acquisterà ad esempio il prodotto che avete linkato voi guadagnerete una percentuale sull’acquisto. Chiaro?

Esempio:

  • ho un sito di elettronica
  • realizzo un articolo dove parlo dei migliori telefoni del 2018
  • al termine della descrizione di ogni telefono inserisco un link per acquistarlo su amazon
  • chiunque acquisterà da quel link mi farà guadagnare soldi

Quali sono i prodotti più vendibili per affiliazione?

Le 5 categorie di prodotti più vendute e sulle quali puntano i più importanti marketers sono: computer ed elettronica, abbigliamento, servizi online, accessori e prodotti di bellezza.

Quanto si guadagna con le affiliazioni?

Du un recente studio effettuato su un campione di marketers che praticano questo metodo di guadagno online è emerso che circa il 10% guadagna più di 100.000 dollari, il 3% di loro supera i 150.000. Ovviamente non tutti diventano milionari, il 50% guadagnano meno di 20.000 dollari all’anno.

Qui puoi leggere il programma affiliazioni di Amazon per approfondire e scoprire modalità e percentuali di guadagno.

In conclusione

Abbiamo visto due metodi di guadagno online più diffusi. Ricordatevi sempre che non è semplice generare un grosso traffico, ma con tecnica, costanza e creatività tutto è possibile 🙂

 

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L’articolo 11 e 13, cambiamenti alla SEO? Wikipedia chiude per protesta.

Sta succedendo, wikipedia chiude per protesta, l’articolo 11 e 13 della nuova direttiva del parlamento europeo stravolgeranno il web per come lo conosciamo, ci saranno cambiamenti alla SEO?

Andiamo come prima cosa a leggere di cosa trattano questi articoli:

 

Articolo 11

Protezione delle pubblicazioni di carattere giornalistico in caso di utilizzo digitale

1.Gli Stati membri riconoscono agli editori di giornali i diritti di cui all’articolo 2 e all’articolo 3, paragrafo 2, della direttiva 2001/29/CE per l’utilizzo digitale delle loro pubblicazioni di carattere giornalistico.

2.I diritti di cui al paragrafo 1 non modificano e non pregiudicano in alcun modo quelli previsti dal diritto dell’Unione per gli autori e gli altri titolari di diritti relativamente ad opere e altro materiale inclusi in una pubblicazione di carattere giornalistico. Essi non possono essere invocati contro tali autori e altri titolari di diritti e, in particolare, non possono privarli del diritto di sfruttare le loro opere e altro materiale in modo indipendente dalla pubblicazione di carattere giornalistico in cui sono inclusi.

3.Gli articoli da 5 a 8 della direttiva 2001/29/CE e la direttiva 2012/28/UE si applicano, mutatis mutandis, ai diritti di cui al paragrafo 1.

4.I diritti di cui al paragrafo 1 scadono 20 anni dopo l’uscita della pubblicazione di carattere giornalistico. Tale termine è calcolato a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo alla data di pubblicazione.

 

In pratica, ogni articolo informativo, scientifico, opinionistico presente sul web potrà essere condiviso solo tramite il pagamento di una licenza al sito web che ne detiene i diritti originali.

Volete condividere il nuovo articolo del vostro blog preferito su Facebook?

Come sapete nell’anteprima del post si genera in “automatico” uno snippet di testo che fa da anteprima dell’articolo. Questo snippet, in quanto parte di questo nuovo diritto d’autore, genererà in automatico il meccanismo di “paga la licenza o rimuovi subito il post”.

La stessa cosa dovrebbe valere anche per i motori di ricerca come Google. La SEO cambierà? 

Sicuramente si.

Per capirci meglio, con questa nuova legge, visto che stiamo parlando dell’argomento, non potrei riportare qui sotto il comunicato stampa di Wikipedia che annuncia la chiusura per protesta:

 

Cara lettrice, caro lettore,

Il 5 luglio 2018 il Parlamento europeo in seduta plenaria deciderà se accelerare l’approvazione della direttiva sul copyright. Tale direttiva, se promulgata, limiterà significativamente la libertà di Internet.

Anziché aggiornare le leggi sul diritto d’autore in Europa per promuovere la partecipazione di tutti alla società dell’informazione, essa minaccia la libertà online e crea ostacoli all’accesso alla Rete imponendo nuove barriere, filtri e restrizioni. Se la proposta fosse approvata, potrebbe essere impossibile condividere un articolo di giornale sui social network o trovarlo su un motore di ricerca. Wikipedia stessa rischierebbe di chiudere.

[…]

Per questi motivi, la comunità italiana di Wikipedia ha deciso di oscurare tutte le pagine dell’enciclopedia. Vogliamo poter continuare a offrire un’enciclopedia libera, aperta, collaborativa e con contenuti verificabili. Chiediamo perciò a tutti i deputati del Parlamento europeo di respingere l’attuale testo della direttiva e di riaprire la discussione vagliando le tante proposte delle associazioni Wikimedia, a partire dall’abolizione degli artt. 11 e 13, nonché l’estensione della libertà di panorama a tutta l’UE e la protezione del pubblico dominio.

https://meta.wikimedia.org/wiki/SaveYourInternet

La comunità italiana di Wikipedia

 

 

L'articolo 11 e 13, cambiamenti alla SEO? Wikipedia chiude per protesta

 

Articolo 13

Utilizzo di contenuti protetti da parte di prestatori di servizi della società dell’informazione che memorizzano e danno accesso a grandi quantità di opere e altro materiale caricati dagli utenti

1.I prestatori di servizi della società dell’informazione che memorizzano e danno pubblico accesso a grandi quantità di opere o altro materiale caricati dagli utenti adottano, in collaborazione con i titolari dei diritti, misure miranti a garantire il funzionamento degli accordi con essi conclusi per l’uso delle loro opere o altro materiale ovvero volte ad impedire che talune opere o altro materiale identificati dai titolari dei diritti mediante la collaborazione con gli stessi prestatori siano messi a disposizione sui loro servizi. Tali misure, quali l’uso di tecnologie efficaci per il riconoscimento dei contenuti, sono adeguate e proporzionate. I prestatori di servizi forniscono ai titolari dei diritti informazioni adeguate sul funzionamento e l’attivazione delle misure e, se del caso, riferiscono adeguatamente sul riconoscimento e l’utilizzo delle opere e altro materiale.

2.Gli Stati membri provvedono a che i prestatori di servizi di cui al paragrafo 1 istituiscano meccanismi di reclamo e ricorso da mettere a disposizione degli utenti in caso di controversie in merito all’applicazione delle misure di cui al paragrafo 1.

3.Gli Stati membri facilitano, se del caso, la collaborazione tra i prestatori di servizi della società dell’informazione e i titolari dei diritti tramite dialoghi fra i portatori di interessi, al fine di definire le migliori prassi, ad esempio l’uso di tecnologie adeguate e proporzionate per il riconoscimento dei contenuti, tenendo conto tra l’altro della natura dei servizi, della disponibilità delle tecnologie e della loro efficacia alla luce degli sviluppi tecnologici.

 

 

Lasciamo in coda a questo articolo due video che spiegano in modo chiaro (e anche abbastanza divertente) la possibile situazione che ci troveremo a subire:

 

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Nuove professioni digitali, sono molteplici, alcune molto vaste, altre più specifiche e tecniche, quindi cosa studiare?

Questo decennio è un gran casino, tra la diffidenza di chi ancora non ci ha capito nulla e il numero sempre maggiore di nuove professioni digitali, nessuno sa realmente cosa fare, quali sono le professioni del futuro?

Quali sono le nuove professioni più interessanti? Quali di queste ci garantirà un posto di lavoro?

Il grande vantaggio, o svantaggio, di queste nuove professioni è che, se lavorate nel marketing, superato un primo momento nel quale imparerete tutti i tecnicismi, sarà tutto in mano alla vostra creatività.

Sarete davvero VOI a fare la differenza, scegliere come realizzare l’immagine da pubblicare domani su Instagram per il brand che seguite, scegliere cosa scrivere nel post. Ogni dettaglio farà la sua piccola differenza nel risultato finale del vostro lavoro.

In un mondo che sta automatizzando ogni processo replicabile da una macchina solo la creatività o un’ approfondita specializzazione ti porterà verso un futuro roseo.

Vediamo ora quali sono i lavori di questo nuovo decennio.

nuove professioni digitali

1 – Social Media Manager

Ormai lo sappiamo tutti, attraverso i social media le aziende fanno marketing, aumentano la visibilità del brand e comunicano messaggi che arrivano direttamente alle persone durante il loro tempo libero. Il Social Media Manager è quindi una figura FONDAMENTALE per ogni piccola – media – grande impresa. Per fare il Social Media Manager dovrete studiare come funzionano tutte le piattaforme social, studiare come scrivere sul web e imparare ogni piccolo dettaglio tecnico che influenzerà il vostro lavoro.

2 – SEO e SEM specialist

Il compito di un SEO e SEM specialist è quello di indicizzare e posizionare un sito web e le sue pagine sui motori di ricerca. Come si fa? L’algoritmo di Google è segreto ma non sarà difficile trovare corsi creati apposta da professionisti che hanno studiato l’algoritmo a lungo. Internet è il presente, nemmeno più il futuro, esserci ed essere ben posizionati nei motori di ricerca può risultare la chiave di successo di un business online e offline. Oltre a gestire la parte di SEO (indicizzazione e posizionamento) dovrete essere in grado di pianificare, creare e gestire delle campagne di advertising online su Google (Google Ad Words) e sugli altri social (vedi Facebook Advertising ecc).

3 – Web Design / Mobile Design

Ci sono molti tool per creare siti web in modo semplice ed intuitivo, ne parlavamo anche in questo articolo. E allora perché è fondamentale un web designer? Oggi il traffico è veicolato prevalentemente su mobile, avere nel proprio organico una persona in grado di ottimizzare il nostro sito web per mobile, analizzare il comportamento degli utenti sul sito, monitorare il traffico su una pagina web e quindi ri-ottimizzare il sito di conseguenza è essenziale! Studiare quindi strumenti come Google Analytics, WordPress, Joomla e tutti gli altri principali CMS è un ottima idea per proiettarsi nel mercato del lavoro dei prossimi 10 anni.

 

In conclusione abbiamo visto 3 nuove professioni digitali e capito perché risultino così richieste nel mercato del lavoro. Tenete sempre in considerazione che, come le aziende avranno sempre più bisogno di voi, anche addetti ai lavori, web agency, press office, organizzatori di eventi, vorranno implementare il proprio organico con queste figure.